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La direzione dei lavori nei cantieri di restauro: il mio pensiero

Giovedì 11 novembre -presso la Stazione Leopolda si è svolto un breve dibattito dal titolo  - E' giusto che la direzione dei lavori di un cantiere di restauro venga svolto da uno storico dell’arte?

Moderatore: Muriel  Vervat  restauratrice tele e tavole.

Si, è giusto: Giorgio Bonsanti. E' stato Direttore dellaGalleria Estense di Modena, dei musei dell'Accademia, di San Marco e delleCappelle Medicee, a Firenze. E' stato Soprintendente dell'Opificio delle PietreDure e docente alle Università di Torino e Firenze.
No, non è giusto: Guido Botticelli, restauratore. Docente alla Scuola di Restauro dell'Opificio delle Pietre Dure per il settoredipinti murali dal 1977 al 1988 e ad oggi libero professionista.Il punto di vista del chimico: Lorenzo Appolonia, Chimico della Soprintendenza per i Beni Culturalidella Valle d'Aosta.

di seguito potete leggere il mio pensiero..........

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Il nuovo libro sul restauro dei dipinti murali di Guido e Silvia Botticelli

Il 5 aprile 2008 a Ferrara nell'ambito della Mostra del Restauro, è stato presentato il nuovo libro di Guido e Silvia Botticelli

"Lezioni di restauro. Le pitture murali", edizioni Centro Di, Firenze

Ringraziamo il Prof. Giorgio Bonsanti ed il Prof. Mauro Matteini per la vivace e partecipata presentazione, e con loro gli amici ed i colleghi che numerosi hanno partecipato all'evento.

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"Questa pubblicazione nasce dall’esigenza di soddisfare le richieste di molti amici e colleghi che da tempo mi chiedevano un aggiornamento o un approfondimento del mio manuale di restauro “Metodologia di restauro dei dipinti murali”, edito nell’ormai lontano 1992, e di portare a conoscenza degli studenti e degli operatori del settore esperienze di cantiere da porre a confronto con altre realtà di lavoro e di studio. Fondamentalmente, però, l'idea di questo libro è scaturita dal desiderio personale, magari un po’ ambizioso, di trasmettere determinati valori e ideali che, credo, fanno ormai parte della mia etica professionale: primo fra tutti la considerazione dell’opera d’arte come ‘unicum’ che, in quanto tale, deve essere preservato nel migliore dei modi, operando nel rispetto dei suoi valori espressivi, tecnici e storici, al fine di prolungarne la vita e il godimento. Obiettivi, questi ultimi, che si possono raggiungere soltanto attraverso la profonda conoscenza della materia, del suo significato artistico e delle sue vicissitudini storiche, avendo la capacità di svolgere con molta umiltà il proprio lavoro e di continuare a stupirsi davanti a tanta bellezza e maestria. Con questi presupposti il restauro non è più solo un mestiere, ma diventa un’arte.
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