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Mostra CARTE TINTE Disegni di antichi maestri PDF Stampa E-mail

Dal 6 all'11 novembre sarà possibile visitare  la Mostra "Carte Tinte" in Napoli Galleria del Giardino, Accademia belle Arti, Via Costantinopoli 107a.

la locandina        -       l'invito

Gerardo De Simone: 

"Nella storia del disegno fra Rinascimento e Barocco una peculiare tipologia fu rappresentata dalle cosiddette ‘carte tinte’, disegni eseguiti su fogli preparati a monocromo, con effetti di preziosità cromatica, di rilievo plastico, di originalità estetica: non – o non solo – disegni preparatori, piuttosto una sorta di dipinti su carta, sublimazione rafnata di tecniche grache e pittoriche insieme. Anche la maggior parte dei disegni in apparenza più canonici – a penna, matita, sanguigna, carboncino… – presupponevano una stesura o preparazione, foss’anche neutra, di pigmento sulla carta, base e controcanto per l'applicazione del segno. Epigrafe ideale della mostra è un passo dell'Histoire d’un dessinateur di Eugène Viollet-le-Duc (1879): «Il disegno insegnato come si deve è il miglior modo di sviluppare l’intelligenza e di formare il giudizio, perché disegnando si impara a vedere, e vedere è sapere. Saper disegnare, è quasi una virtù civile».

L’idea di una esposizione di copie si ispira da un lato alla volontà di un vitale e procuo confronto con illustri artisti del passato. Nella convinzione che una pienaassimilazione e conoscenza del ‘canone’ gurativo occidentale, con il suo patrimonio di stili, forme, tecniche, iconograe sia condizione essenziale per la formazione artistica, anche in prospettiva di un suo superamento o stravolgimento.

In secondo luogo, intende far riettere sullo statuto stesso della ‘copia’, la cui pratica fu fondamento dell’educazione accademica no al XIX secolo, per essere poi soggetta a lunga e perdurante svalutazione. La copia di un'opera d'arte visiva richiede impegno, doti manuali, intelligenza formale, capacità mimetiche ed espressive. Anche la più fedele delle copie riette infatti la soggettività di chi l'ha creata, la sua comprensione critica ed estetica, il tempo in cui è stata eseguita.

È dunque ‘interpretazione’, proprio come in musica il violinista o il pianista interpretano, ricreandola, la partitura ideata dal compositore.

«Tutti coloro che ripetono una riga di Shakespeare, sono William Shakespeare» si legge in un racconto di Borges. Allo stesso modo, i partecipanti a Carte tinte hanno provato a sentirsi, come nani sulle spalle di giganti, un po' Leonardo, Dürer, Botticelli o Tiepolo."

 
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