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Restauri: gli interventi che non capisco

In questa sezione voglio segnalare alcuni degli interventi di manutenzione e restauro che ho verificato sul nostro territorio che mi appaiono incompleti, a volte stravaganti ed incomprensibili. Voi cosa ne pensate? Avete altri esempi?

1. Chiesa del Santo Rosario, Via Nazionale, Porto san Giorgio (AP).

 

Porto S. Giorgio portosn giorgio 1
   

 

Dopo tanto tempo è stata restaurata la chiesa del Santo Rosario in Porto San Giorgio (A.P.), con il rifacimento del tetto e il restauro dell'interno. L'intonaco della facciata era stato invece recuperato in un recente passato e si presenta ancora in ottimo stato. In quell'occasione, però, non era stata fatta la manutenzione della cornice in cotto che ospita l'iscrizione della facciata, come mostrano le evidenti e antiestetiche sgorature prodotte dall'acqua. Adesso mi domando: perchè all'epoca non si è approfittato del ponteggio in atto e si è lasciato il lavoro a metà? non credo si tratti di una questione economica. Quale è stata quindi la motivazione di questa scelta?

 

 

2. Macerata, Palazzo di via della Porta, civico 31

 

Macerata  
   

 

L'edificio è di civile abitazione ed è stato completamente restaurato e imbiancato; peccato che si siano dimenticati di pulire gli stipiti in pietra delle finestre del primo piano di epoca 1950 (FORTUNATIB PRESIDIU AMICI SPOSTER IS ET MANSIO SALUBRIS EXAEDIF A.D. M.C.M.L). Questa mancanza provoca uno squilibrio estetico nella lettura di insieme. Eppure si tratta di un intervento da eseguirsi con semplici impacchi di acqua.

 

3. Macerata: Banca Antonveneta accanto alla Loggia dei Mercanti

banca

Se nel caso precedente dell'edificio di civile abitazione non si è forse lavorato sulla pietra per timore di rovinarla, magari in attesa di un operatore specifico, qui invece la solita pietra è stata trattata senza alcun rispetto: una pulitura eseguita con una smerigliatrice, che è come voler uccidere le zanzare con il cannone. Vorrei capire il perchè di certe scelte metodologiche che dimostrano un'assenza di attenzione al nostro patrimonio architettonico (sia esso antico o moderno), ma ancor più la mancanza di senso estetico, che purtroppo è sempre più frequente nelle nostre città, anche in quelle di una certa importanza storica.

4. Macerata: la pulitura del cotto

Microsabbiatrice 3 microsabbiatrice

Oggigiorno è di "tendenza" scarnificare gli edifici dai loro rivestimenti di intonaco pur di portare alla luce la struttura in laterizi, anche se questa originariamente non era nata per rimanere a vista. E sappiamo quanto utile sia il rivestimento di intonaco a protezione dell'edificio dall'umidità e dagli agenti atmosferici. Per non parlare della perdita delle antiche tinteggiature che davano al contesto urbano un aspetto completamente differente rispetto alla monotona tonalità rossastra del cotto. Ma ancora più drastiche sono le puiliture delle superfici in laterizi nate per essere a vista eseguite generalmente con mezzi impropri, come per esempio la sabbiatrice che consuma il cotto portandone via la patina del tempo, che non è lo sporco. La bellezza della materia è costituita dalla parte più superficiale della materia stessa che ha subito l'invecchiamento naturale ed è quindi caratterizzato da un proprio tempo vita.

 

 
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