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Gjirokastra (Albania) - alla scoperta della citta di pietra PDF Stampa E-mail

Il Piano di Recupero del Centro Storico di Gjirokastra

 

A Cura di Fabrizio Torresi         

 UN PATRIMONIO DA SALVARE: IPOTESI DI INTERVENTI PER IL RECUPERO DELLE PITTURE MURALI, ELEMENTI IN PIETRA E SUPPORTI  LIGNEI

Guido Botticelli (foto del viaggio)

Introduzione
L’assetto e il decoro urbano rivelano fedelmente la storia e le vicissitudini di una città. Sono lo specchio della cultura e del carattere di un determinato popolo e come tale ne riflettono il grado di civiltà. Usi e costumi, ricchezza e benessere, degrado e rovina: tutto si può leggere attraverso i segni lasciatici dalle strade antiche, dagli edifici storici, dai decori e le suppellettili. E questo vale sia per le città che per i borghi antichi, sia per quelli moderni o nati ex novo.

Gjirocastra  
Gjirocastra  
Veduta panoramica Gjirokastra  
 Veduta di una strada di Gjirokastra

Gjirokastra è una splendida cittadina il cui centro storico trasuda di storia. L’indole e la personalità dei suoi abitanti si riconoscono da tanti piccoli particolari: dal modo di costruire le strade o di erigere gli edifici, dai dettagli accurati degli stipiti di porte e finestre; dalle rifiniture di intonaci, eseguiti in argilla e paglia o, più preziosi, in calce e peli animali, che tinteggiati di bianco recano semplici decorazioni figurative o floreali. La prima caratteristica che salta agli occhi sono i famosi tetti spioventi con copertura in pietra.

Gjirokastra  
   Girocastra                 
   

Le superfici architettoniche, per la maggior parte in pietra, risultano nella parte alta rivestite da una “pelle” di intonaco. Talvolta però, per non gravare e appesantire la struttura, sono costituite da una struttura in legno rinzaffato e rifinito da un intonaco dipinto con elementi floreali o con decorazioni figurative.  I dettagli diventano ancor più importanti quando si entra all’interno di questi edifici: soffitti in legno dipinti, caratteristici caminetti adorni di decorazioni che si diramano sulle pareti circostanti, pietre lavorate, pitture murali. Tutti questi elementi, di grande valore, testimoniano la capacità artigianale e il gusto artistico di un popolo nel realizzare opere di rilievo, così come semplici oggetti utili alla vita quotidiana. Tenendo conto di queste considerazioni è facile intuire che l’intervento di recupero di un centro storico non si deve limitare al semplice “involucro”, ossia all’aspetto esteriore degli edifici urbani, ma deve coinvolgere tutti questi elementi che sono testimonianza di una cultura che viene da molto lontano. L’obiettivo del restauro non è solo quello di una bella presentazione conservativa ed estetica, ma sta nella coscienza di voler recuperare il valore storico, architettonico, culturale di una città, patrimonio unico e irripetibile che appartiene all’intera collettività.

Ecco quindi che prima di intervenire bisogna progettare il restauro, ossia fare un anamnesi del manufatto partendo dalla ricerca storica, dallo studio del territorio, del terreno su cui è collocato, dei materiali che lo compongono. È inoltre indispensabile la conoscenza della tecnica di esecuzione degli edifici e della loro “pelle”, ossia delle superfici, sia in pietra, sia intonacate. Infine una serie di analisi stratigrafiche in modo da verificare le tonalità delle tinteggiature originali. Tutte queste notizie devono essere raccolte e documentate e infine discusse, in modo da valutare le scelte metodologiche di restauro e di presentazione estetica più opportune. Solo in questo modo è possibile progettare un recupero corretto, tramandando il centro storico alle nuove generazioni, lasciandone inalterata la memoria storica.

Gjirokastra  
 Gjirokastra              
   

Per quanto riguarda Gjirokastra, il recupero del patrimonio storico e architettonico deve evitare la “musealizzazione” del centro storico cittadino, favorendone l’insediamento e lo sviluppo, facendo in modo che il successivo processo di urbanizzazione e infrastrutturazione del territorio circostante avvenga quasi senza soluzione di continuità. A questo scopo è importantissimo coinvolgere nel progetto gli stessi cittadini ascoltando i loro consigli e le loro necessità, affinch? possano vivere al meglio la città. Questo naturalmente comporta dei compromessi: per esempio tra la necessità di conservare negli edifici determinate testimonianze storiche e artistiche e le esigenze dei cittadini che in quegli edifici dovranno vivere con il comfort adeguato agli standard della vita contemporanea. In questo caso, quindi, l’architetto-restauratore deve essere in grado di creare le condizioni ottimali senza snaturare macroscopicamente la struttura originaria. L’approccio non deve essere metodico, ma suscettibile di infinite modifiche rispettose nello stesso tempo della caratteristica architettonica, materia ed estetica del manufatto. Sarà quindi il manufatto stesso che imporrà le indicazioni per il suo riuso, e il restauratore non dovrà snaturare il carattere intrinseco della materia che è testimonianza del vissuto.

Un discorso a parte merita il recupero delle pitture murali che decorano la chiesa di ……Le pitture ricoprono le pareti, le volte e le cupole, creando un insieme unico, ma si trovano purtroppo in un cattivo stato di conservazione a causa di un incendio, che ha annerito e degradato i dipinti, e di un recente, ma scorretto intervento di restauro che, con una pulitura impropria ed ampie ridipinture, ha reso il ciclo poco leggibile e confuso. Credo, quindi, che la salvaguardia di questo complesso pittorico, attraverso un suo adeguato restauro, sia di grande importanza per Gjirokastra e che bene si inserisca nel progetto di recupero di tutto il centro storico. Anche in questo caso, però, l’intervento di restauro dovrà essere preceduto da un progetto di recupero unitario dell’intero complesso per individuare la metodologia di restauro più idonea al suo recupero estetico e alla sua conservazione nel tempo. Nel progetto dovranno essere ricostruiti la storia dell’edificio, le sue vicissitudini, la genesi dei dipinti e la loro tecnica pittorica. Attraverso la lettura diretta dei dipinti, la diagnosi per immagine e, infine, attraverso le indagini scientifiche sarà possibile, analizzare lo stato di conservazione, la tecnica pittorica e valutare la metodologia di intervento.

            Gjirokastra        
Girocastra  
     Girocastra  
   

Nel caso, invece, del restauro delle pitture murali, elementi in pietra e dei supporti lignei che caratterizzano gli altri edifici di Gjirokastra, oggetto dell’attuale progetto, si cercherà di seguito di dare degli indirizzi di metodo.

Come è facilmente intuibile, infatti, in questa sede non è possibile  individuare delle metodologie specifiche, trattandosi di materiali vari che vanno valutati a seconda della tecnica esecutiva e dello stato di conservazione di ogni singolo oggetto. Verranno quindi di seguito elencati dei criteri e delle operazioni generali che, nel corso dell’intervento, saranno approfondite e perfezionate in maniera adeguata ad ogni specifico manufatto.

Gjirocastra  
 Gjirokastra
   
Gjirokastra  
Gjirocastra  
   

Superfici in pietra di valore artistico

Individuate le caratteristiche tecniche dell’oggetto -  pietra, marmo ecc…-  si valuterà il reagente ed il metodo più idoneo a soddisfare le nostre esigenze di pulitura. Molti sono i materiali e le metodologie che si possono utilizzare: dall’acqua, alle soluzioni acide, all’utilizzo di micro sabbiatrici, al laser. La scelta dipende dallo stato di conservazione del manufatto, dal suo valore artistico e dal materiale che deve essere asportato (materiali incoerenti, incrostazioni, ricarbonatazioni, croste nere, ecc….).

Una metodologia ampiamente sperimentata sia sulla pietra che su altri materiali lapidei è quella basata sull’impacco di carbonato di ammonio supportato da polpa di cellulosa (più o meno combinata con sepiolite) in percentuali da valutare a seconda dello sporco da rimuovere. Dopo tempi di contatto che saranno stabiliti in corso d’opera, l’impacco viene tolto e la superficie lavata con piccole spugne naturali, limitando al massimo l’azione meccanica.

A pulitura ultimata vengono poi realizzate le stuccature dei cretti e delle lesioni con una malta a base di calce e sabbia e una piccola percentuale di resina acrilica. La suddetta malta può anche essere colorata per ottenere la tonalità desiderata.

Il consolidamento finale, che può essere eseguito anche a scopo protettivo specialmente per le superfici in pietra poste all’esterno, può essere eseguito mediante stesura di polimeri diversi o tramite impacco di ossalato di ammonio. Le pietre particolarmente porose o in arenaria possono essere trattate con silicato di etile.

Le singole operazioni possono essere così schematizzate:

- Rilievo architettonico attraverso fotogrammetria.

- Documentazione fotografica e grafica del manufatto e del suo stato di conservazione.

- Analisi chimiche per l’individuazione dei materiali costitutivi.

- Pulitura preliminare per la rimozione dei materiali incoerenti (scialbature, stuccature ecc.) con ausilio di raschini e bisturi, su superfici preventivamente bagnate e non.

- Pulitura finale per diffusione ad impacco con supportante e solvente appropriato (Carbonato di ammonio resina a scambio ionico anionico o cationico) evitando l’uso di soluzioni acide, in particolare su supporti carbonatici.

- Eventuale pulitura al laser o con micro sabbiatrici (in caso di superfici non dipinte) per la rimozione di materiale incrostato sulla superficie (patine di ossalato, incrostazioni calcaree, ecc.)

- Consolidamento o ricoesione materica con ossalato di ammonio o resine sintetiche.

- Stuccature con calce, sabbia e una piccola percentuale di resina acrilica.

- Eventuale protettivo finale

Intonaci  e Pitture murali

Prima di parlare del recupero delle decorazioni murali, è necessario fare una distinzione fra le pitture esterne all’edificio, ossia le decorazioni o le tinteggiature degli intonaci di rivestimento - che costituiscono quella che potremmo definire la “pelle” del fabbricato - e quelle poste all’interno. Inoltre, per quanto riguarda le pitture murali esterne all’edificio, va fatta una ulteriore distinzione tra intonaci semplicemente tinteggiati e superfici affrescate.

Nel primo caso, infatti, nonostante il mantenimento degli intonaci preesistenti sia comunque importante, quando lo stato di conservazione si presenta fortemente compromesso o comporta l’utilizzo di prodotti che modificano la consistenza e le caratteristiche materiche delle malte originali, è consigliabile la loro ricostituzione ex novo. Dovranno però essere preferiti i materiali utilizzati dalla tradizione locale e mantenuti i colori originali, individuati attraverso l’analisi della struttura e le stratigrafie degli intonaci, in modo da ripristinare l’aspetto materico ed estetico primitivo. Oggigiorno, purtroppo, al posto della ricostituzione si preferisce spesso scarnificare la superficie lasciando a vista la struttura in pietra o mattone sottostante: questo è un grave errore, non solo perch? viene falsificata la memoria storica di tali edifici, alterando il paesaggio urbano, ma anche perch? gli intonaci di rivestimento svolgono una importante funzione protettiva contro gli agenti atmosferici e l’umidità. E’ corretto conservare a vista le superfici nate per esserlo, mentre è importante intonacare nuovamente quelle che dovevano sostenere una policromia o elementi decorativi o semplicemente una tinteggiatura uniforme.

Qualora sia necessario ricostituire la malta, è quindi utile eseguire una campagna di saggi stratigrafici, da documentarsi sia fotograficamente che graficamente, in modo da mantenere una testimonianza storica delle diverse tonalità cromatiche che si sono succedute nel tempo e valutare un “piano del colore” del centro storico. In presenza invece di superfici dipinte o decorate, gli intonaci originali devono prima di tutto essere “messi in sicurezza”, ossia nelle condizioni ottimali per il proseguo del restauro strutturale e architettonico. Successivamente i dipinti devono essere puliti con metodologie appropriate alla tecnica pittorica.

Nel caso di pitture a tempera, se lo stato di conservazione lo consente, la metodologia consigliata consiste in una prima pulitura a secco con spugne Wishab. Se invece il film pittorico si presenta polverulento ed esfoliato, deve essere eseguita una pulitura per tamponamento con acqua attraverso un foglio di carta giapponese: con questo metodo, oltre alla pulitura, si ottiene il preconsolidamento del colore, in quanto le scaglie sollevate vengono riadagiate al loro supporto originale.

In caso di pitture eseguite a bianco di calce, invece, l’intervento di restauro consiste in una pulitura ad impacco di acqua o acqua e carbonato di ammonio supportata da carta giapponese. Eventuali consolidamenti del film pittorico possono essere eseguiti per diffusione ad impacco di idrossido di bario; qualora non sia possibile operare con questo procedimento, possono essere utilizzate macro molecole di idrato di calcio o, in situazioni estreme, Paraloid AB 52 in soluzione a basse concentrazioni. Per i distacchi dell’intonaco pittorico al supporto si può intervenire con micro fermature a punti di resina termoplastica o iniezioni di malte minerali.

Le stuccature devono essere realizzate ad imitazione dell’intonaco originale, mentre il ritocco pittorico potrà essere eseguito ricostituendo le parti mancanti a selezione cromatica o a neutro valorizzando ciò che resta dell’originale. La scelta dovrà essere valutata a seconda delle situazioni, ad esempio a seconda che si tratti di semplici e ripetitivi elementi decorativi oppure più complesse scene figurate.

Per quanto riguarda le pitture murali poste all’interno degli edifici, quelle individuate a Gjirokastra sono per lo più decorazioni eseguite a bianco di calce o a tempera (molto resistente, forse una tempera a latte) su un intonaco costituito da calce, e inerte. L’intonaco dell’arriccio risulta invece costituito da calce, sabbia e fibre vegetali, anche se in alcune situazioni sono stati riscontrati intonaci a base di argilla e fibre vegetali. Ci troviamo quindi di fronte a opere tecnicamente complesse e solo in fase operativa, e dopo le opportune analisi scientifiche, sarà possibile avere una conoscenza più approfondita e valutare la metodologia di recupero più opportuna. In questa sede possiamo quindi fornire solo delle indicazioni di metodo che andranno personalizzate ai singoli manufatti.

Gjirocastra  
Gjirokastra  
   
Gjirocastra  
Gjirocastra  
   

In linea di massima, trattandosi per la maggior parte di pitture a tempera, se lo stato di conservazione lo consente la metodologia consigliata è quella che prevede una prima pulitura a secco con spugne Wishab. Qualora la pittura presenti polverulenza e esfoliazioni, si può prevedere una pulitura con acqua, tamponando le superfici attraverso un foglio di carta giapponese: con questo metodo, oltre alla pulitura, si ottiene un riadagiamento delle scaglie sollevate al loro supporto originale. Se i risultati non fossero ancora ottimali, si può intervenire con solventi appropriati a rimuovere lo sporco salvaguardando il colore originale, ad esempio con soluzioni in acqua di carbonato o bicarbonato di ammonio. Il consolidamento potrà essere effettuato con idrossido di Bario o macro molecole di idrato di calcio. In situazioni estreme si può utilizzare il Paraloid AB 52 in soluzione a basse concentrazioni. Eventuali distacchi dell’intonaco pittorico all’arriccio possono essere trattati con micro fermature a punti di resina termoplastica; vista la caratteristica tecnica di questi supporti non escluderei anche delle iniezioni di latte calce e gesso. Le stuccature devono essere eseguite con calce e sabbia ad imitazione della malta originale, mentre il ritocco pittorico andrà a ricostituire le parti mancanti rendendo omogenea la lettura d’insieme.

 

Gjirokastra  
Gjirocastra  
   
Girocastra  
Girocastra  
   

Nel complesso, la metodologia di intervento può essere schematizzata nelle seguenti fasi:

- Documentazione fotografica e grafica della struttura e dello stato di conservazione dell’intonaco.
- Rilievo architettonico
- Rilievo fotogrammetrico
- Analisi e rilievo grafico e fotografico delle modifiche strutturali
- Analisi e rilievo grafico e fotografico dello stato di conservazione
- Rilievo grafico e fotografico dei singoli elementi architettonici (finestre, porte, archi, bassorilievi)
- Analisi chimiche per l’individuazione dei materiali di cui è costituito il manufatto (mattoni, pietre, marmo, intonaci, elementi in ferro ecc. ecc.) e della natura del degrado.
Intonaci esterni non decorati
- Indagini stratigrafiche per l’individuazione delle tinteggiature originali con documentazione delle medesime tramite acquerelli.
- Valutazione delle cause di degrado e costituzione di scannafossi e vespai in caso di umidità di risalita.
- Demolizione del vecchio intonaco, “cuci e scuci” dei mattoni e delle parti ammalorate.   
- Ricostituzione dell’arriccio e dell’intonaco finale eseguito preferibilmente con calce aerea e sabbia.
- Tinteggiatura con colori stemperati in latte di calce.
Intonaci esterni dipinti
- Documentazione Fotografica  a luce visiva e radente
- Documentazione grafica della tecnica pittorica e dello stato di conservazione
- Analisi chimiche della tecnica pittorica
-Analisi chimiche su le cause del degrado
- Preconsolidamento del film pittorico a rischio di caduta (tramite caseinato di bario applicato puntualmente a pennello).
- Pulitura preliminare della superficie dipinta attraverso spolveratura. Qualora il colore fosse particolarmente decoeso la pulitura sarà effettuata attraverso tamponamento della superficie previa interposizione di un foglio di carta giapponese.
- Pulitura finale ad impacco con un supportante e un solvente appropriati al tipo di degrado e alla tecnica pittorica.
- Consolidamento del film pittorico al supporto e ricoesione materica del medesimo (possibilmente tramite trattamento ad impacco di idrossido di bario).
- Consolidamento dell’intonaco pittorico all’arriccio e dell’arriccio al muro con fermature a punti di resina termoplastica  o iniezioni di malte minerali.
- Stuccatura delle lesioni e delle lacune con calce e sabbia ad imitazione dell’originale.
- Reintegrazione pittorica con colori, terre e ossidi, stemperati in caseinato di calcio.
Intonaci interni dipinti
- Analisi e rilievo grafico della tecnica pittorica
- Analisi chimica e sezioni stratigrafiche dei colori e della tecnica pittorica
- Analisi e rilievo grafico dello stato di conservazione
- Analisi chimica dei fenomeni di degrado
Analisi per immagini: foto a luce visiva e radente  a luce di wood  ecc
- Preconsolidamento del film pittorico e dell’intonaco a rischio
- Pulitura preliminare del materiale incoerente a secco o, in caso di colore particolarmente decoeso, tramite tamponamento delle superfici con spugne imbevute di acqua deionizzata previa interposizione di un foglio di carta giapponese.
- Pulitura finale per  diffusione ad impacco con supportante e solvente appropriato alla situazione e alla tecnica pittorica.
- Consolidamento e ricoesione della pellicola pittorica al supporto (a seconda delle situazioni si possono usare Idrossido di bario, ossalato di calcio o resine a bassa percentuale).
- Consolidamento interstrato, e consolidamento dell’intonaco pittorico all’arriccio e questo al muro (Fermatura a punti di resina termoplastica o iniezioni di malte minerali )
- Stuccatura e rifacimento degli intonaci mancanti con calce e sabbia ad imitazione materica e estetica dell’originale.
- Presentazione estetica con integrazione pittorica del dipinto e ricostituzione delle parti cromatiche mancanti.
Pitture su supporti lignei
La pittura su tavola è riferita per la maggior parte ai soffitti lignei. Si tratta di manufatti di squisita bellezza, decorati con elementi eseguiti ad intarsio, a rilievo o con cornici a formare riquadri o rosoni. L’aspetto policromo può essere dovuto all’accostamento di legni diversi, oppure ad una vera e propria stesura pittorica a tempera magra.

Durante il nostro sopralluogo è stato possibile notare il precario stato di conservazione in cui versano oggi tali soffitti: il degrado più evidente è dovuto ad infiltrazioni di acqua, nero fumo e sporco. Per alcuni di questi manufatti andrà addirittura previsto lo smontaggio e il successivo riassembramento, con la sostituzione delle parti non più recuperabili.

Terminato il restauro strutturale, andranno recuperate le decorazioni originali. Una metodologia di pulitura ampiamente sperimentata è quella basata sull’applicazione di fogli di carta giapponese imbevuti di soluzioni di carbonato di ammonio o di ammoniaca o solventi aromatici : questa operazione consente la solubilizzazione delle sostanze da rimuovere, che vengono poi assorbite dalla carta giapponese. Questo processo può essere accelerato utilizzando come supportante la silice micronizzata che, avendo un alto potere assorbente, facilita la rimozione dello sporco. Lo stesso risultato può essere ottenuto anche con supportanti di cellulosa a media fibra.

A pulitura ultimata è possibile intervenire con un fissativo da individuare fra quelli compatibili con la tecnica pittorica.
Il ritocco pittorico sarà integrativo a ricostituire le parti mancanti, utilizzando colori stemperati in latte o caseinato di ammonio.

Per le suppellettili e gli oggetti in legno policromo la metodologia non si discosta da quella sopra menzionata, mentre per le parti lignee non policrome si potrà intervenire in modo più semplice utilizzando prodotti normalmente usati per il legno. Sarà importante trattare il legno con prodotti parassitari qualora se ne presentasse la necessità.

A operazione ultimata le superfici potranno essere trattate con un protettivo di cera microcristallina.

 

Girocastra  
 Gjirokastra
   
Girocastra  
        Girocastra                 
   

 

 

 

 
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